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Il pozzo sacro di Tattinu

Ingresso al pozzo sacro

Tattinu, ingresso al pozzo sacro

Alle pendici del monte Nieddu, lungo il vallone solcato dal rio Tattinu nel territorio di Nuxis, le popolazioni nuragiche edificarono, attorno all'XI secolo a.C., un tempio a pozzo.

Il monumento è costituito da tre elementi: una tholos, una scala e un vestibolo di cui restano oggi solo alcune tracce.
La camera a tholos, interrata nel suolo, captava una vena d'acqua. L'area del vestibolo era sicuramente quella più importante: si svolgevano qui i rituali di purificazione prima di accedere, lungo la scalinata, alla camera sacra e attingere l'acqua. Era il luogo dove si celebravano sacrifici di animali e si raccoglievano i convenuti per le libagioni.

L'area circostante è caratterizzata da capanne circolari che ospitavano i pellegrini nei giorni di festa. Una capanna delle riunioni piuttosto ampia accoglieva i capi tribù che qui si radunavano per discutere i problemi legati al mondo agrario e pastorale. Era il luogo dove si cementavano paci tribali e familiari, si stringevano patti politici e si organizzava la difesa intercantonale contro i pericoli esterni.

I pozzi sacri, luoghi di culto dedicati alle divinità delle acque, sono la massima espressione architettonica dell'uomo nuragico.

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